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Un caso (ancora) aperto: una famiglia fuori casa dopo dodici anni dal sisma

Un caso (ancora) aperto: una famiglia fuori casa dopo dodici anni dal sisma

di Agnese De Michele


La vicenda del contenzioso tra l’amministrazione comunale e la famiglia Zaniboni si arricchisce di un nuovo colpo di scena; è di ieri infatti la notizia che il Consiglio di Stato, nel censurare l’operato dell’amministrazione, ha accolto il ricorso proposto dalla famiglia Zaniboni avverso l’ordinanza del 28 luglio 2015 con la quale il Comune aveva notificato il rigetto dell’istanza presentata per il contributo per la ricostruzione post sisma, riportando di fatto indietro le lancette dell’orologio all’11 luglio 2012, quando cioè l’immobile era stato dichiarato, con apposito Verbale del Dipartimento della Protezione Civile, “inagibile”, situazione che pone l’amministrazione in grande difficoltà.

Giova infatti ricordare che questa maggioranza politica, a differenza delle precedenti, ha deliberatamente deciso di ignorare la perizia depositata a giugno 2020 dal tecnico nominato dal Tribunale di Ferrara che, nel dare ragione alla famiglia Zaniboni, aveva invitato le parti a trovare una soluzione bonaria, invito all’epoca accolto dalla famiglia ma rigettato dall’amministrazione comunale, decisione che ha di fatto costretto la famiglia Zaniboni a citare in giudizio l’amministrazione comunale per vedere riconosciuti i propri diritti.

Ora che anche il Consiglio di Stato, oltre al Consulente Tecnico d’Ufficio del Tribunale di Ferrara, ha dato ragione alla famiglia Zaniboni, potrà mai il nostro Sindaco rifiutare l’invito a trovare una soluzione bonaria alla controversia, invito caldamente sollecitato anche dal Giudice del Tribunale di Bologna chiamato a decidere in ordine alla causa civile per il risarcimento richiesto dalla famiglia Zaniboni al termine dell’udienza del 7 marzo u.s. La attuale decisione presa dal nostro Sindaco di negare l’accesso ai contributi post sisma, che va ricordato, avrebbero consentito alla famiglia Zaniboni di mettere in sicurezza la propria abitazione senza oneri per le casse comunali (soluzione percorribile fino al 31 dicembre 2022), potrebbe sembrare, agli occhi degli ignari cittadini, del tutto irragionevole.

Nel corso della riunione dei Capigruppo del 2 marzo 2022, Sindaco, vicesindaco e Capogruppo di maggioranza hanno infatti illustrato alle opposizioni, con dovizia di particolari, le reali motivazioni alla base di tale decisione, evidenziando tra l’altro la piena consapevolezza del rischio che si stavano assumendo, salvo poi disconoscerne il relativo Verbale che, sebbene fedelmente trascritto sulla base delle registrazione della seduta preventivamente autorizzata, alla data odierna non è stato ancora approvato. Da Regolamento, infatti, l’approvazione del Verbale viene definita all’inizio della successiva riunione dei Capigruppo, ecco spiegato il perché non è più stata convocata alcuna riunione dei Capigruppo dopo quella del 2 marzo 2022 e a nulla è valso il richiamo a completare l’iter previsto per l’approvazione di quel Verbale rivolto, oltre un anno e mezzo fa, dal Difensore Civico all’amministrazione Comunale.

L’ultimo faro sulla vicenda è stato acceso dalla sottoscritta nel corso del Consiglio Comunale del 29 aprile scorso, quando, nell’ambito dell’approvazione del bilancio consuntivo per l’anno 2023, ho evidenziato le mie perplessità in relazione alla riduzione, rispetto ai bilanci consuntivi dei due anni precedenti, di oltre il 35% della somma dedicata al fondo contenzioso. Nello specifico, avevo fatto esplicito riferimento al risarcimento richiesto dalla famiglia Zaniboni ed alle conseguenze derivanti dal mancato rispetto delle norme previste in tale ambito dalla Corte dei Conti che impongono un’accurata analisi delle situazioni di rischio e la quantificazione del fondo rischi contenzioso al fine di non incorrere in situazioni di squilibrio derivanti da riconoscimenti di debiti fuori bilancio non opportunamente coperti dal fondo contenzioso. Inutile sottolineare come anche quel mio recente richiamo alla prudenza sia caduto nel vuoto, visto che il bilancio consuntivo è poi stato approvato con i voti di tutta la maggioranza e con i voti contrari di tutta l’opposizione.

Considerato che la Regione E-R ha già ribadito, attraverso le memorie dell’Avvocatura dello Stato, che eventuali risarcimenti resterebbero interamente a carico del bilancio dell’ente locale e che le tre compagnie di assicurazioni chiamate in causa dal Sindaco hanno hanno già respinto la richiesta di manleva avanzata dall’ente locale ritenendola infondata (poiché l’evento dannoso non è coperto dalla garanzia prestata), pur auspicando una benevola riduzione della richiesta di risarcimento da parte della famiglia Zaniboni, è di tutta evidenza che qualsiasi sia la somma dell’eventuale soluzione bonaria, si tratta di danaro incautamente non accantonato da un’amministrazione ben consapevole del grave rischio di soccombenza, situazione che solleva non poche perplessità sull’approvazione del bilancio consuntivo relativo all’anno 2023 e che pone una domanda più che legittima: considerati i comportamenti di questa amministrazione, è giusto che a pagare siano i cittadini? La domanda naturalmente è solo retorica, perché sarà mio preciso dovere istituzionale difendere gli interessi dei cittadini in ogni sede, così come ho sempre fatto in passato e come continuerò a fare in futuro.

Il Variano

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