Qual’ è il senso comune che ci può sintonizzare per andare a compiere tale atto? Non è certo facile, né semplice darsi una risposta perché è nota la sfiducia che serpeggia tra le persone che poco si percepiscono come “ cittadini europei” ma è altrettanto vero che il nostro vivere quotidiano è permeato da una politica anche sovranazionalista e proprio per tale motivo ci coinvolge e, quando siamo tutti coinvolti, vale la pena di lottare, partecipare, comprendere come la politica accentri il vissuto dei suoi cittadini.
Uno degli obiettivi primari dell’Unione dovrebbe essere quello di migliorare la vita dei cittadini attraverso l’efficacia degli atti legislativi e la fiducia nelle capacità delle Istituzioni europee che ricadono sulle istituzioni, le imprese, la cultura, il benessere di ogni paese aderente. E’ altresì importante che tali atti non vengano recepiti come mera obbedienza a modelli di procedure burocratiche o leggi invasive che non tengono conto dei contesti nazionali…è vitale per ogni cittadino europeo essere vissuto come portatore non solo di doveri ma anche di diritti sociali, civili; come è fondamentale accrescere le aspettative verso una Comunità europea vista come l’ambiente che ospita, che accoglie, che offre opportunità alle persone e ai paesi aderenti. In quest’ottica i principi della
sussidiarietà e della proporzionalità possono dare risposte concrete alle diverse istanze che partono dal più piccolo Comune a livello nazionale…non uno di meno varrebbe la pena di dichiarare!
Si auspica così una leale cooperazione tra gli Stati e le Istituzioni dell’UE perché essi stessi vanno a formare la Comunità europea.
Cosa chiediamo per poter scongiurare la sfiducia, l’assenteismo, l’indifferenza? Ebbene si chiede un cambio di prospettiva: interventi legislativi mirati
e adottati nei contesti adeguati, il primato delle persone sullo Stato, l’integrazione tra il rispetto degli spazi di autonomia degli interessi nazionali e gli interventi delle istituzioni europee quali Commissione, Parlamento, Consiglio, Corte di giustizia.
“ L'Unione Europea è il risultato di un lungo processo iniziato nel 1945, quando importanti figure come Churchill e De Gasperi decisero di creare un organo per garantire la pace e la sicurezza del continente dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Nel 1957, i sei Stati firmarono il Trattato di Roma, costituendo la Comunità Economica Europea (CEE) e stabilendo istituzioni come la Commissione, il Consiglio dei Ministri, il Parlamento europeo e la Corte di giustizia.
Nel 1993, con l'entrata in vigore del Trattato di Maastricht, nacque l'Unione Europea, che non è solo una comunità economica, ma si occupa anche di garantire i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini.”
Questo è uno dei tanti riassunti che si trovano on line per ripercorrere un po' della nostra storia europea….facciamola crescere insieme votando per
portare nuove idee progressiste che si collocano nel Manifesto del Partito del Socialismo Europeo per il 2024 a cui le candidate e i canditati del PD hanno lavorato insieme alle parti sociali, ai sindacati, alle imprese, al Terzo Settore, alle ONG, alle fondazioni culturali. Un progetto d’Europa che guarda al futuro attraverso gli occhi delle nuove generazioni che tutti noi possiamo aiutare anche con la nostra partecipazione a dare e non solo avere, ad ascoltare e non
solo urlare proclami, a lavorare e non solo aspettare, a fare e non solo giudicare, a rispettare l’ambiente non solo sfruttarlo, a crescere in pace e ripudiare la guerra. VOTIAMO!!!!!