La ricerca dei soggetti competenti da parte del Comune si è protratta per oltre tre mesi fino a quando il Consorzio della Bonifica di Burana con un documento del 4 dicembre scorso ha precisato che il ponte ricade nelle norme previste dall’art. 140 del Regio Decreto del
8 maggio 1904, n. 368 che stabilisce che “ i possessori o fittuari dei terreni compresi nel perimetro di una bonificazione devono mantenere in buono stato di conservazione i ponti e le altre opere d’arte d’uso particolare e privato che insistono su canali demaniali a servizio di fondi”. La responsabile del Settore Tecnico comunale evidenziava inoltre che il Comune non può intervenire sul ponte Saracca o sulla viabilità privata ad esso afferente in quanto privo di titolo giuridico che ne attribuisca la proprietà, la gestione o le relative competenze.
Nel ritenere che sia ormai giunto il momento di fare definitivamente chiarezza sulla questione, ribadiamo quanto già evidenziato nel corso del Consiglio Comunale del 29 settembre scorso e cioè che nel nostro ordinamento vige una presunzione di demanialità canonizzata dall’art. 22 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, all. F), che stabilisce tra l’altro che “è proprietà dei Comuni il suolo delle strade comunali (…) e che sono considerate come parte di queste strade (…) le opere d’arte d’ogni genere stabilite lungo le strade medesime (…). , una norma di carattere relativo, superabile soltanto con una prova contraria, il cui onere incombe sulla parte nei confronti della quale essa opera. Nel caso specifico, per sottrarsi alla presunzione di demanialità sopra richiamata e quindi esimersi dalla responsabilità di garantire la pubblica incolumità dei cittadini che quotidianamente utilizzano il ponte Saracca o la Via Aldo Moro, l’amministrazione comunale deve necessariamente fornire una prova contraria, dimostrare cioè, con atti formali, che sia il ponte sia il tratto sterrato della Via Aldo Moro sono di proprietà di soggetti privati. In tal senso, in riscontro ad un'interrogazione di due consiglieri di minoranza, il Sindaco, nel corso del Consiglio Comunale del 29 settembre scorso, ha dichiarato pubblicamente che alcuni atti notarili datati 2 febbraio 1988 provavano che il tratto sterrato di via Aldo Moro fosse di proprietà privata. Tale dichiarazione, rilasciata da un pubblico ufficiale nel corso di un atto pubblico come il Consiglio comunale, non ha tuttavia trovato pieno riscontro nell’attenta lettura di quegli atti che, riferendosi alla compravendita di terreni agricoli confinanti con la Via Aldo Moro, prevedono una specifica clausola che consente agli acquirenti di quei terreni il diritto di transitare su quella strada adiacente i terreni agricoli oggetto di compravendita. La mancata individuazione da parte dell’ente locale di un soggetto privato proprietario di un tratto sterrato della Via Aldo Moro e del ponte, convalida la presunzione di demanialità prevista dal nostro ordinamento ed implicitamente ne attribuisce proprietà e responsabilità in capo all’ente locale, come peraltro accertato presso il Catasto di Ferrara secondo il quale la Via Aldo Moro è una strada pubblica così come pubblico risulta il ponte Saracca.
Giova tra l’altro ricordare che gli artt. 822 e 823 c.c. stabiliscono che i corsi d'acqua, inclusi i loro alvei, sono beni del demanio pubblico e inalienabili, che il D. Lgs 1252/06 (TUEL) stabilisce che tutte le acque superficiali e sotterranee appartengono allo Stato e la gestione è affidata agli enti preposti, che l’art. 2051 c.c. stabilisce che l’ente pubblico proprietario del bene (il corso d’acqua e per estensione le sue pertinenze) è responsabile dei danni causati dalla sua cattiva manutenzione, che la sentenza del Consiglio di Stato n. 5337/2013 ha ribadito la natura pertinenziale del ponte rispetto al corso d’acqua, richiamando il principio già sancito dalla sentenza n. 33983/2010, del TAR Lazio, secondo cui “il ponte è opera accessoria che (…) rientra nell’ambito del demanio idrico in quanto opera pertinenziale al corso d’acqua (…) essendo posta a durevole servizio di questa”. Nel ritenere di aver fatto definitivamente luce sulla questione e di aver individuato nell’ente locale la proprietà demaniale sia della Via Aldo Moro, sia del ponte Saracca, si ritiene urgente l’intervento dell’amministrazione locale, chiamata ad adottare misure immediate di prevenzione del rischio, al fine di garantire la sicurezza e la pubblica incolumità dei cittadini.
Consiglieri Agnese De Michele e Emanuele Plebiscito